Panico ed euforia in Borsa: siamo i peggiori nemici di noi stessi
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Poi arrivarono i primi sussulti sulla sostenibilità dell'andamento del mercato e le tensioni con la Grecia. L’indice tornò a 21.000 punti dopo lo storico voto “Oxi” greco, si parlò di collasso dell’Eurozona, del fallimento del progetto europeo, l’euro venne definito carta straccia, e venne detto chiaramente che le prospettive di un recupero stabile dell'area euro erano una pura illusione. Insomma, disperazione, depressione, panico.
Si arrivò ad un accordo con la Grecia: tornò il sollievo, la speranza, l'ottimismo. L’indice in nove sedute si ripresentò sui massimi di inizio anno, >>>