«Tattica e psicologia: il mix sembra quello giusto»

UDINE. Il modulo, con il ritorno alla difesa a quattro e due punte, Totò impiegato “alla Altafini”, i risultati positivi delle ultime quattro gare e la valutazione dei giovani, Bubnjic, Perica e forse già domenica Hallberg. Sono quattro fattori su cui sta lavorando Stramaccioni che i tifosi hanno preso in considerazione per giudicarne il più importante, anche se alla fine pare propendere l’idea che sia l’insieme a poter fare la differenza.

«Secondo me – dice Daniele Candido – potrebbe essere un riassunto di quelle indicate, determinante il rientro dei "senatori" e gli episodi, ma probabilmente il fatto di aver messo in discussione il mister e gli stessi giocatori è stata la scintilla che ha permesso questo positivo e apprezzato cambiamento. Comunque, ci vuole poco per far felici noi tifosi: impegno e serietà».

Anche Cristian Nodale è convinto che il tutto sia vincente: «Un mix delle quattro è la chiave. Forse adesso a salvezza aritmetica ci divertiremo finalmente, e perché no, far giocare chi ha trovato meno spazio sperando in qualche buona notizia per il prossimo campionato», mentre per Luigi Brail sono importanti soprattutto il modulo e l’impiego di Totò, come si è capito già nella gara di domenica a Verona: «È positivo far partire Di Natale dalla panchina e sfruttare le sue armi micidiali quando gli avversari sono stanchi. A Verona ha fatto la differenza. E poi il modulo, probabilmente in questo momento è la quadratura del cerchio».

«A mio parere, accanto al ruolo di Totò e alla importanza di far giocare giovani promettenti - è il pensiero di Valentina Segat - ha avuto un ruolo l’impatto psicologico. Non so se sia tutto merito di Strama o se i giocatori hanno trovato la voglia di mettersi in mostra, ma qualcosa a livello mentale è cambiato in positivo», spiega per far capire che un po’ di aria fresca si sta respirando in una stagione ad alti e bassi.

«Vedo che il tecnico sta lavorando molto sui giovani, l’innesto di Bubnjic, Perica, poi vedremo se domenica in mancanza di Badu e Allan sarà la volta di Hallberg - riflette Simone Carli -, è sicuramente positivo. L’impiego di Totò a gara iniziata è la chiave giusta da utilizzare da qui alla fine», aggiunge per evidenziare il nuovo ruolo del capitano in trasferta. E la difesa a quattro? Secondo Enrico Di Stefano potrebbe essere solo un esperimento: «Un test per il futuro per coinvolgere anche i giovani che spesso non hanno un grande bagaglio tattico, soprattutto quelli che arrivano dall’estero».

Simonetta D’Este

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