PSICOLOGIA: I BAMBINI E IL RAPPORTO CON IL MONDO …

"Elenca tutto ciò che pensi sia vivo".


Come pensate che potrebbe rispondere un bambino ad una domanda simile? 
Di cosa riempirebbe la sua lista? 
Parenti? Animali? O forse i fiori che vede dalla finestra o la quercia piantata nel cortile di casa? E ancora, un bambino abituato ad un contatto più diretto e coinvolgente con il mondo naturale potrebbe rispondere in modo diverso rispetto ad un coetaneo cresciuto in un background ambientale totalmente differente? 


Lo studio 


Nel corso di un progetto di studio antropologico condotto da Andrea Taverna del Consejo Nacional de Investigaciones Cientificas y Tecnicas di Formosa, in Argentina, in collaborazione con Sandra Waxman e Douglas Medin del dipartimento di Psicologia del Weinberg College of Arts and Sciences della Northwestern University, ai bambini è stata rivolta una richiesta semplice e specifica: elencare tutte le cose che secondo loro possono essere considerate 'vive'. I bambini coinvolti nel progetto provenivano da tre differenti comunità argentine, separate da gap linguistici e culturali notevoli. 
Alcuni di essi parlavano uno spagnolo rurale e un po' rozzo, altri uno slang di tipo urbano, mentre i bambini del terzo gruppo provenivano da una comunità indigena degli Amerindi Wichi, abitanti nella foresta pluviale di Chaco. 

Risultati ed osservazioni


I Wichi hanno sempre ostentato un contatto profondo con il mondo naturale e ciò è emerso nel confronto scientifico con i bambini provenienti da zone rurali e urbane del paese.  

I bambini e il rapporto
con il mondo naturale I soggetti appartenenti ai tre gruppi di sperimentazione hanno presentato risposte piuttosto convergenti, le une rispetto alle altre, dimostrando però come in realtà anche in situazioni così estremamente divergenti, esistano dei punti in comune. Molti di essi, ad esempio, hanno elencato molti nomi di esseri animali, ma poche piante. Le differenze riscontrate nelle risposte dei bambini hanno dimostrato come all'interno di comunità eterogenee, le forze linguistiche, culturali e le esperienze di vita siano in grado di plasmare la nostra comprensione e il nostro rapporto con il mondo naturale. 
I bambini abituati ad uno stile di vita più legato alle convenzioni sociali di una comunità civilizzata e tecnologica hanno evidenziato numerose "fonti indirette" di conoscenza, come libri, tv o film, mentre gli esponenti della comunità Wichi - tenuti all'oscuro dei miracoli della tecnologia moderna - hanno mostrato una conoscenza legata esclusivamente all'esperienza personale. 
In più, questi soggetti si sono mostrati in grado di elencare in modo preciso e dettagliato anche i nomi biologici degli esemplari animali e vegetali d'interesse, un risultato che riflette l'importanza culturale collegata a queste entità. 


"Credo che questi risultati possano fornire una base valida e utile per tutti quegli insegnanti che desiderano poter trovare un punto di contatto efficace con esponenti provenienti da diversi contesti sociali e linguistici. 
Può essere utile capire in che modo i bambini si rapportano al mondo che li circonda e come le loro condizioni di vita o l'ambiente di origine siano capaci di influenzare il loro sguardo sulla realtà" spiega Taverna. 






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