La verità nascosta

Inizia come un classico mélo, fra romanticismo e passione, poi pian piano scivola nel mistery aprendo la strada al thriller dei sentimenti, fra psicologia (soprattutto femminile) e oscuri segreti, gelosia e sospetto, intrighi e ‘verità nascoste’ (visto che il titolo italiano è quasi omonimo di quello di Robert Zemeckis con la coppia Harrison Ford-Michelle Pfeiffer). Come dire, una pellicola costruita con un occhio al maestro Alfred Hitchcock e l’altro al nuovo thriller-horror di marchio spagnolo. Non a caso si tratta della prima coproduzione ispano-colombiana, con il non indifferente sostegno di Fox International, diretta dal giovane regista colombiano Andi Baiz, autore del candidato all’Oscar per la Colombia al miglior film straniero nel 2008 Satanàs. E, come ogni vicenda che riguardi gli ambigui meandri dell’amore, ne esplora sfaccettature e limiti, fedeltà e tradimenti.

Adrian (lo spagnolo Quim Gutiérrez), fascinoso direttore d’orchestra, accetta l’allettante proposta di dirigere l’Orchestra Filarmonica di Bogotà. La sua compagna Bélen (la connazionale Clara Lago), disegnatrice di scarpe, decide di seguirlo perché non se la sente di stargli lontana per oltre un anno. Una volta in Sudamerica, la coppia affitta una splendida villa costruita negli anni Quaranta fuori città, però dato che Adrian diventa ben presto centro di interesse del pubblico femminile, incluse le musiciste, la donna comincia a dubitare della sua fedeltà e decide di metterlo alla prova sparendo (apparentemente) nel nulla.
Afflitto e tormentato, Adrian trova presto conforto tanto nella sua musica quanto tra le braccia di una bellissima barista, Fabiana (la colombiana Martina Garcia) che finisce per trasferirsi nella misteriosa villa. E mentre la passione aumenta, si fanno avanti domande e sospetti – anche da parte della polizia locale - sulla misteriosa scomparsa di Belén.

Se l’inizio, soprattutto in quanto a sceneggiatura e dialoghi, è abbastanza convenzionale, quando la componente thriller prende il sopravvento il film coinvolge lo spettatore tra suspense e colpi di scena, claustrofobia e vendetta. Peccato i flash-back chiarificatori che rischiano di smorzare la tensione accumulata fino a quel momento. Comunque si tratta sempre di un film al di sopra della media, tratto da una sceneggiatura dello spagnolo Haten Khraiche Ruiz-Zorrilla di cui Baiz dice: “aveva un’anima meravigliosa, tuttavia era ancora una bozza. Mi diedi l’obiettivo di riscriverla in un anno e mezzo, cercando di dare più forza ai personaggi e spostando l’ambientazione in Colombia. In questo modo la feci mia integrando anche le mie inquietudini e preoccupazioni”.
Infatti l’ambientazione sudamericana aggiunge alla storia tanto fascino quanto ambiguità che per un thriller passionale significano un tassello in più.
Nel cast anche la colombiana Marcela Mar e la rediviva Alexandra Stewart, attrice canadese radicata in Francia e una delle protagoniste della nouvelle vague. Infatti ha lavorato soprattutto con François Truffaut e Jean-Luc Godard, ma anche in Italia e in giro per il mondo.

Le musiche (“Qualcosa di classico e hitchcockiano!”) sono firmate dall’argentino Federico Jusid, autore delle colonne sonore di più di 20 lungometraggi, tra cui quella del premio Oscar Il segreto dei suoi occhi; mentre la bella fotografia e le inquietanti atmosfere dal catalano Josep M. Civit.
Esiste nell’animo di ognuno di noi – afferma Baiz il desiderio malato di possedere la persona che amiamo. Su questa idea di possessione amorosa ho costruito la storia di La verità nascosta, una trama sinistra che parla di come sia impossibile amare quando ci si scontra con la nostra natura terrena. Il film mostra i rischi che si possono correre nel mettere alla prova l’amore del proprio partner”. Un rischio davvero mortale! Ma per chi?

Nelle sale dal 10 febbraio distribuito da Moviemax

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