La psicologia del giocatore completista si scontra con il tempo e le … – Tell Me About Games

Il discorso questa settimana sarà sicuramente più leggero e vario, talvolta ironico, basato sulla psicologia di questa bizzarra categoria di giocatori

Buon pomeriggio, giocatori, e bentrovati! Per me è stata una settimana ricca di emozioni grazie a quel capolavoro che è Metal Gear Solid 3: Snake Eater. Ed è propriamente per questo che mi ritrovo con voi, quest’oggi, per parlare di un argomento un po’ particolare: il videogiocatore completista (o maniaco, fate voi). Il discorso questa settimana sarà sicuramente più leggero e vario, talvolta ironico, basato sulla psicologia di questa bizzarra categoria di giocatori.

Non giriamoci troppo intorno, sappiamo bene che si può categorizzare qualsiasi cosa e il medium ludico a cui siamo tanto affezionati non fa eccezione. Ci sono giocatori casual, giocatori hardcore, giocatori semplici e giocatori maniaci. Io, ovviamente, faccio parte di quest’ultima categoria, che più giustamente dovrebbe essere definita “giocatori completisti”. Ora vorrei provare ad analizzare la psicologia di questi videogiocatori, talvolta malati (come me), che vogliono completare tutto e bene, per il solo gusto di sentirsi bene con se stessi. Fin qua il discorso sembra quasi insensato, “Mirko, mi sembra ovvio che una persona che compra un gioco voglia completarlo”, ma in realtà nasconde insidie degne di una reale complessità psicologica.

Il discorso sarà basato molto sulle mie personali esperienze, ma sono sicuro che molti di voi si ritroveranno nel mio discorso. Siamo tutti fratelli, in fin dei conti.

Da quando sono diventato più grande la mia passione per i videogiochi è aumentata a dismisura. Ora con loro ci lavoro, ci scrivo e ci vivo quotidianamente per almeno due o tre ore al dì. Questo mi ha portato a gustarmi tanti titoli importanti e di questo sono davvero molto felice, ma mi ha anche rubato spesso tempo prezioso. Non voglio sindacare su quello che una persona può o non può considerare perdita di tempo, sono pareri soggettivi e basati su altri fattori personali, ma nel mio caso, spesso e volentieri, sono manie tranquillamente evitabili.

Godersi un videogioco non significa cercare di sbloccare tutti gli Achievements o completarlo per forza al 100%, anzi. Inoltre non bisogna per forza recuperare i precedenti titoli per avere un’idea più completa della saga, almeno per quanto riguarda certi titoli. Ma purtroppo, io e i giocatori come me, non ci riusciamo. Diventa una mania, una cosa che non ci fa dormire la notte. Mi è capitato ultimamente con la serie Far Cry e Dark Souls: non riesco a cominciare uno senza fare il precedente, nonostante tra questi il collegamento è quasi nullo o completamente assente. Vorrei giocare Far Cry 4 e prendere Primal questo febbraio, ma dentro di me questa cosa è inaccettabile, visto che devo giocare dal primo al terzo e anche Blood Dragon e solo dopo arrivare al quarto e Primal.

Godersi un videogioco non significa cercare di sbloccare tutti gli Achievements o completarlo per forza al 100%, anzi

Ora sto recuperando la saga di Metal Gear Solid, come voi ben sapete, ma mi sta rubando tantissimo tempo. Non riesco a giocare al titolo senza che questi vada come io pretendo che vada: Metal Gear Solid sono titoli stealth, quindi ogni volta che mi individuano mi faccio uccidere per ricominciare la parte senza essere beccato. Più forte di me, mi sento sporco, perché ho agito secondo quelle che non sono le reali potenzialità del gioco. Inoltre, anche se in questa saga è più comprensibile, non sono riuscito a giocare né Ground Zeroes né The Phantom Pain prima di aver recuperato tutti i titoli in ordine di uscita.

Arrivato a completare Snake Eater, leggo che il prossimo titolo legato al brand è Metal Gear Solid: Portable Ops su PSP, anche se non completamente (o forse per niente) canonico alla trama. Questi dubbi, però, che si porta indietro il titolo, e che mi è stato detto sarà comunque parte di cameo (seppur in minima parte) in Metal Gear Solid 4, non riuscivo a dormire la notte pensando di saltarlo e passare direttamente al quarto capitolo. Tutto questo, però, non prima di aver sbloccato Achievements stupidi su Metal Gear Solid 2 e 3 su Xbox per accrescere il mio punteggio (al momento, circa 135.000).

Come dicevo, la psicologia legata dietro a questo completismo, spesso, mi risulta frustrante. A volte mi ritrovo a scegliere giochi che posso completare al 100% in meno tempo, giusto per stare bene con me stesso. Il tempo è il nemico numero uno del giocatore completista, con ore ed ore legate ad un singolo gioco spesso solo per sbloccare un obiettivo. Galeotte furono Microsoft e Sony ad implementare i Trophies e gli Achievements.

Inoltre, almeno nel mio caso, questi vuole per forza ricalcare un accumulare di giochi infinito, spingendomi a restare indietro. Ho una lista (si, una lista cartacea vera e propria) con esattamente 72 titoli da recuperare su PS1, PS2, PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One. Tra questi è giusto citare God of War Collection Volume 2 su PS3, ma anche ICO e Shadow of Colossus (in vista di The Last Guardian). Devo recuperare ancora i Mass Effect, alcuni Metal Gear Solid e The Witcher 3: Wild Hunt, comprato al D1 ma ancora lì, in attesa del tempo per giocarlo come Dio comanda.

Per completare Assassin’s Creed Unity ci ho messo esattamente 104 ore (segnate su Xbox One) che in realtà sono stati circa 28 giorni di gioco o anche più

A tal proposito, spesso, mi ritrovo a pensare a questa mia mania e farmi domande tipo “sono normale?”. Non ho mai giocato a Far Cry eppure li ho tutti tranne il prossimo in uscita a febbraio, ma ancora non giocati. Cosa diavolo li ho comprati a fare, mi chiedo? Ma al contempo, sono qui a pensare come fare per recuperare Far Cry Primal fra un mese e come accaparrarmi Dark Souls 3 che, però, giocherò solo dopo aver recuperato i primi due Souls e Bloodborne. In tutto questo, almeno nel mio caso, ma anche nella maggior parte delle persone dai 20 anni a salire, si ha una mancanza di tempo inverosimile, con spesso giornate completamente intasate da non riuscire a giocare e quindi completare un gioco al 100% richiede troppo tempo.

Per completare Assassin’s Creed Unity ci ho messo esattamente 104 ore (segnate su Xbox One) che in realtà sono stati circa 28 giorni di gioco o anche più. Ho fatto tutto, recuperato scrigni e altri collezionabili, oltre all’aver completato tutte le sfide secondarie. Volevo vedere il 100% di completamento del gioco e tutti gli Achievements sbloccati, solo così riuscivo a passare ad altro.

Questo non è da attribuire a tutti i titoli che ho giocato, ma la maggior parte sì. Non riesco a passare ad un altro gioco prima di non aver sbloccato una quantità accettabile di Achievements, fatto il gioco al 100% e recuperato il recuperabile. Vi dico solo che su Halo: The Master Chief Collection mi mancano 50 obiettivi su 600, gioco che ho abbandonato dopo 600 e passa ore, mentre in Crash Bandicoot se non prendevo tutte le pesche e le casse per avere i cristalli e le gemme, ricominciavo il livello. Pazzo.

Ho tanti di quei giochi da recuperare che finisco per avvilirmi e sentirmi frustrato, oltre a invidiare quelli che inseriscono un Halo 5 o un Uncharted 4 senza aver giocato nessun capitolo precedente noncuranti della cosa. Forse è da considerare un approccio troppo diretto al medium? Effettivamente questa cosa può rendere quasi un “obbligo” giocare, quando in realtà l’obiettivo principale è divertirsi. Talvolta ho paura di sentirmi drogato e quindi chiuso in un tunnel senza fondo. Alcune delle cose di cui sopra sono manie pressoché futili e, perché no, anche stupide, ma che fanno parte della mia persona e che si presentano giorno dopo giorno all’accendersi delle mie console.

In Crash Bandicoot se non prendevo tutte le pesche e le casse per avere i cristalli e le gemme, ricominciavo il livello

Ironicamente parlavo del giocatore maniaco, proprio per puntualizzare su questi aspetti anche criticabili. Che senso ha spendere soldi per un gioco che non giochi ora o che comunque è l’ultimo di un’intera saga da recuperare? Ho comprato l’edizione D1 di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain e ancora non avevo cominciato il primo Metal Gear Solid.

C’è da dire che però questo mi rende, almeno dal mio punto di vista, più critico del normale. Ho una spiccata tendenza a esplorare tutto, fare tutto, godermi il gioco e spolparlo nelle viscere in modo da conoscere tutti i segreti, gli ester eggs e via dicendo. Tutto sommato ci sono anche dei lati positivi.

A conti fatti, analizzando nello specifico la psicologia del giocatore completista, con una gara perenne contro il 100% e il tempo a disposizione: tutto questo è da definirsi appassionati tanto da voler rendere completa e coerente la propria cultura sui videogiochi, oppure si può definire una totale assenza di raziocinio legata alle debolezze della propria mente, con una spiccata e voluta schematizzazione degli obiettivi da completare?

A voi la risposta.




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