La giornalista che predica la sottomissione della donna arriva alla …

5148525_271163“L’uomo deve incarnare la guida, la regola, l’autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell’emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell’accoglienza e del servizio”. Di Costanza Miriano, giornalista, bastano poche frasi, o forse solo una, o anche il titolo di uno dei suoi libri (come “Sposati e sii sottomessa” pubblicato da Sonzogno) per dividere il mondo in due: chi simpatizza con le sue teorie e chi le scaccia. Tra questi ultimi c’è sicuramente l’Udi, che ha preso una posizione netta contro la scrittrice che questa sera alle 21 terrà la conferenza “Famiglia capovolta” nell’aula magna della facoltà di Psicologia dell’Università di Cesena.

La Miriano è stata invitata dalla Diocesi per l’ultimo appuntamento della rassegna “Dialoghi con la città”. Un invito che ha causato parecchi malumori all’interno dei movimenti Lgbt locali, visto anche il sostegno della Miriano alle “Sentinelle in piedi”. Un mese fa, raccontando della manifestazione delle Sentinelle proprio a Cesena, la blogger aveva scritto: “Abbiamo così tanta ragione che per soffocarci devono darci dei medievali, omofobi, razzisti, oscurantisti, ultracattolici (magari), vandeani, e via dicendo. Noi vogliamo solo che non si torni ai tempi della schiavitù. E abbiamo così tanta ragione che gli attacchi contro di noi si stanno facendo isterici, perché rischiamo di essere quelli che fanno inceppare la gloriosa macchina da guerra Lgbt, la quale sotto l’usurpatissimo vessillo dei cosiddetti diritti civili vuole straziare tante vite umane”.

Alice Libera Melandri del Gruppo Udi Forlì, tra le tante obiezioni avanzate in un comunicato, ha detto: “Il problema, dal mio punto di vista, non è tanto che l’autrice ci propini un ritorno – cattolico e per nulla nuovo – della donna a fare la mamma e ad accudire la famiglia, quanto il fatto che – fra le righe o esplicitamente – delinei una definizione di ruoli in cui uomo e donna dovrebbero necessariamente riconoscersi. Qui sta il tasto dolente ma anche – evidentemente – il legame che si è stretto con le ‘Sentinelle in piedi’ e con tutta la campagna comunicativa in atto contro un’ipotetica ‘ideologia gender’ che si starebbe insinuando nelle nostre vite”.

Ma a stridere è anche il fatto che la conferenza della Miriano si tenga in un luogo come la facoltà di Psicologia. Il coordinatore del Campus di Cesena Luciano Margara, da noi interpellato, alza però le braccia: “L’aula magna è del Comune e ci è stata concessa in comodato d’uso gratuito. Noi dell’Università la usiamo per lezioni e seminari ma, come da regolamento, la possiamo dare a soggetti esterni purché non ci siano fini di lucro o non si tratti di iniziative partitiche e politiche. Siamo subissati di richieste, visto che a Cesena è l’unica sala con una capienza di quattrocento posti a sedere. Il problema è che certe richieste ci mettono in difficoltà. Noi, in ogni caso, non abbiamo patrocinato l’iniziativa. Se l’immagine dell’università si confonde con quella del convegno in questione ci dispiace ma non possiamo farci nulla”.

Quanto al fatto che la Diocesi abbia pagato un affitto o solo un rimborso spese, Margara non conosce i dettagli: “In genere l’affitto della sala costa 200 euro. In certi casi, come quando è il Comune a chiedercela, ci facciamo solo rimborsare le spese della gestione, come per esempio quelle delle pulizie. Nel caso della conferenza della Miriano non so che accordi siano stati presi“. Ma la sostanza della polemica, alla fine, non cambia.

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