Era psicologa solo nel curriculum, il gip proscioglie Monica Rizzi

Brescia, 22 novembre 2012 - PROSCIOLTA perché il fatto non sussiste. Questa la decisione del Gip di Brescia Paolo Mainardi nei confronti di Monica Rizzi accusata di induzione al falso per avere inserito, in un curriculum inviato alla Provincia per un incarico di consulenza, un titolo di laurea in Psicologia mai conseguito dall’ex assessore regionale della Lega Nord.

IL BROLETTO, come ha sempre sostenuto la difesa, scelse l’ex assessore non in base al titolo di studio, ma alla competenza e all’esperienza maturata dalla stessa in precedenza. Infatti, come hanno sostenuto i legali della politica bresciana, nel 2004, un anno prima dell’assegnazione del progetto, Monica Rizzi era assessore ai Servizi sociali del Comune di Darfo Boario Terme, già in quella veste ebbe modo di occuparsi del medesimo programma Equal. Questo suo contributo le valse un «accreditamento» per l’incarico successivo.

PROSCIOLTA dall’accusa di induzione al falso, l’ex assessore allo Sport ha anche visto archiviare l’ipotesi di esercizio abusivo della professione. «Mi sono dimessa il 16 aprile – ha commentato l’esponente del Carroccio - sapendo d’avere la coscienza a posto. Il reato di cui ero accusata sarebbe stato prescritto a breve, ma io ho voluto il confronto perché sapevo di non aver commesso nulla. Dovevo portare avanti questa vicenda giudiziaria nel modo in cui ho fatto, anche perchè lo dovevo a tutti coloro che nel 2005 mi hanno votato».

SODDISFAZIONE arriva anche dall’avvocato di Monica Rizzi, Alessandro Diddi: «Non si può non esprimere la soddisfazione per il risultato ottenuto - ha commentato il difensore dell’ex assessore regionale della Lega Nord - un risultato che restituisce a Monica Rizzi l’onore del quale, per iniziativa di mani maliziose, era stata privata. Del resto, fin da quando era scoppiato il caso avevamo suggerito a quanti avevano gioito per le disgrazie giudiziarie di Monica Rizzi di aspettare a festeggiare».

 

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