Banche, l’esperto: "Italiani impreparati, risparmi a rischio"

Banche, l'esperto: Italiani impreparati, risparmi a rischio

Superare il provincialismo negli investimenti finanziari. I risparmiatori italiani sbagliano a credere che "vicino" e "conosciuto" sia garanzia di un buon investimento. E il caso Banca Etruria lo dimostra. Così all'Adnkronos Paolo Legrenzi, professore emerito di Psicologia all'Università Ca' Foscari di Venezia, per evitare che i salvataggi bancari mietano nuove vittime.

Autore di numerosi libri sulle implicazioni emotive dei temi economici, Legrenzi sostiene che "la rabbia e la paura dei risparmiatori dopo i quattro fallimenti bancari sono la cartina di tornasole del modo di ragionare, senza contro intuizione, del risparmiatore italiano" per il quale concetti come 'banca piccola, vicino casa, consulente amico, investimento in un unico prodotto completamente Made in Italy' è sinonimo di garanzia. "Invece così non è" ribatte l'accademico che rileva: "in Italia c'è di certo un gap di educazione finanziaria, manca proprio l'Abc, ma a monte c'è un problema psicologico", una sorta di "provincialismo mentale". Il vulnus per Legrenzi è tutto qui. "Serve un salto psicologico prima e culturale poi", dice. "'E' un problema di ignoranza diffusa, non a caso spesso gli stessi impiegati che danno consigli sbagliati investono nello stesso prodotto".



E l'identikit del risparmiatore tipo del Belpaese è facile da tracciare: "Italia, casa e e scadenze brevi: queste voci messe insieme coprono una torta pari ai 4/5 degli investimenti degli italiani" spiega. Il che equivale a investimenti non diversificati, tramite la banca sotto casa con il rischio che "se questa banca è mal gestita allora si scopre l'errore e scoppiano i casi Etruria, se la banca è ben gestita l'errore non emerge ma c'è lo stesso". Invece "un buon portafoglio è un portafoglio diversificato in termini di paesi di riferimento, di valute e di prodotti siano azioni o obbligazioni su un arco di tempo medio o medio lungo. Gli esempi da seguire? Due global player della diversificazione: "Il fondo sovrano norvegese o le grandi università americane", conclude, un modello per l'Italia e per gli italiani.

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