Anche le scimmie sanno leggere


Anche le scimmie sanno leggere

Non solo l'uomo, anche le scimmie sanno leggere. Non siamo dunque gli unici a vantare la capacità di saper riconoscere ed interpretare una catena di segni. Anche i nostri cugini più prossimi nel regno animale, avrebbero capacità simili alle nostre.

Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori francesi del Laboratorio di Psicologia Cognitiva del CNRS, imparare a leggere non è solo legato alla parola, ma anche alla nostra capacità di riconoscere e memorizzare gli schemi tra le lettere nelle parole. Le domande che gli esperti si sono poste sono state: Come facciamo a sapere che una parola è scritta correttamente? Con quali meccanismi siamo in grado di riconoscere, in poche centinaia di millisecondi, mentre “animale” è una parola di senso compiuto e “azimal” non lo è?


A lungo si è ritenuto che tale capacità derivi dalla lingua parlata, sulla base del fatto che il bambino impara a scuola l'ortografia perché conosce già il linguaggio orale. Tuttavia, i ricercatori marsigliesi hanno messo in discussione questo genere di interpretazioni attraverso uno studio sui babbuini, e hanno tentato di dimostrare che le scimmie conoscono anche l'ortografia. Essi hanno fatto apparire su un touchscreen delle parole di quattro lettere, una alla volta, mostrandole a babbuini. Dopo un mese e mezzo, gli animali erano in grado di riconoscere e a distinguere le parole con un significato da quelle prive di senso. Proprio come in un quiz, essi dovevano segnare con un cerchio le parole corrette e con una X quelle errate.

Ma non solo. Dopo aver memorizzato l'ortografia di decine di parole diverse, i babbuini hanno cominciato a rispondere correttamente anche riguardo alle parole che non avevano mai visto prima. Non si è trattato dunque solo di un affinamento delle loro capacità mnemoniche.

Partendo da tali risultati, i ricercatori sono giunti alla conclusione che le scimmie sono in grado di rilevare e memorizzare i modelli nell'organizzazione delle parole: imparano le combinazioni di lettere che appaiono frequentemente nelle parole e sono capaci di rilevare eventuali anomalie, ossia lettere che non sono al posto giusto.

Applicati alla nostra specie, i risultati dello studio suggeriscono che la lettura è basata - almeno in parte - sulla nostra capacità di percepire e memorizzare gli schemi tra gli elementi (lettere) che compongono un oggetto (la parola). Ne consegue che questa capacità, che non è né umana né unicamente linguistica, precede certamente l'avvento della lingua parlata nella discendenza umana.

Lo studio è stato illustrato su Science.

Francesca Mancuso

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